giovedì 10 novembre 2011

Quando il genio ti fotte

Alla fine del 1928 Walter Chrysler, fondatore della celebre casa automobilistica e uno tra gli uomini più ricchi d'America, decise che la propria azienda dovesse avere una sede degna della propria fama e che dovesse essere - per soprammercato - anche il grattacielo più alto di New York: il progetto venne affidato all'architetto William van Alen.

Ma aveva fatto i conti senza l'oste che si chiamava George Ohrstrom, 34 anni, fondatore della Bank of Manhattan: anche lui pretendeva per la sua banca un edificio grandioso che fosse - evidentemente - un grattacielo. E, non c'è bisogno di dirlo, che risultasse il più alto di New York. I lavori dei due colossi si svolsero quasi in contemporanea: Chrysler era ad un soffio dall'ultimazione del tetto, quando Ohrstrom aggiunse inopinatamente ben due piani al suo edificio che risultò in tal modo, anche se di poco, più alto del concorrente.

La battaglia sembrava irrimediabilmente persa...
Ma
- mentre gli operai che avevano lavorato al grattacielo della Manhattan Bank stavano ancora festeggiando il traguardo raggiunto e la stampa batteva la grancassa sul record di Ohrstrom - dalla splendida raggiera in acciaio che sormonta il fusto del Chrysler Building, si vide spuntare qualcosa di insolito.


Quel geniaccio di van Alen - forse subodorando una qualche fregatura in dirittura d'arrivo - aveva ottenuto il permesso di costruire una guglia a spirale di circa 60 metri che venne tenuta nascosta all'interno del vano ascensori del palazzo: bastò soltanto un'ora e mezza perché, simile ad una spada vendicatrice, la guglia fuoriuscisse dal tetto svettando ben oltre il grattacielo rivale e annientasse ogni residua speranza di Ohrstrom e dei suoi. Fottuti alla grande da un colpo di genio!


Ieri Giorgio Napolitano ha nominato Senatore a vita il professor Mario Monti, facendogli compiere - in un batter d'occhio - il salto dallo status di "tecnico" a quello di "politico" a tutti gli effetti. Fottuti pure quelli da una genialata senza pari!

Chapeau, Signor Presidente!

venerdì 28 ottobre 2011

La marchetta

La prima volta che ho sentito questa parola, l'ho sentita pronunciare da mia nonna. Ma non perché stesse rimproverando il nonno per qualche comportamento inadeguato: parlava dei contributi che lo Stabilimento Ansaldo - dove lavorava come operaia - le versava. "Le marchette della mutua" era la frase completa. E per una bambina di 6 o 7 anni erano - marchette e mutua - lemmi misteriosi. La prima mi sembrava definire una specie di figurina Panini preziosissima e introvabile - molto più del Feroce Saladino - della "Raccolta della Mutua"! Chissà che splendida favola raccontavano quelle marchette e che delusione quando ho capito cosa fossero!

Più grandicella (molto), "la marchetta" è entrata a far parte di un mondo equivoco, ma a suo modo elegante, fatto di signorine discinte, vestite del solo reggicalze e di una vestaglietta trasparente, sedute in braccio a ricchi grassoni in frac e cilindro - nella migliore tradizione di Franz Borghese - cui si raccomandava vivamente di pagare la marchetta prima di "molestare le signorine".

Ma anche "la marchetta" si è poi involgarita: niente più boudoir lascivi, odorosi di cipria e profumo Coty. Solo malfamate strade di periferia, illuminate da copertoni che bruciano e illuminano smagliate calze a rete di povere donne - e non solo - che sbarcano il lunario vendendo il proprio corpo. E videro la luce nuovi lemma e modi di dire: marchettaro, marchettara, fare marchette. Tutti riferiti al mondo della prostituzione.

Che da tanto degrado - della serie "Splendori e Miserie della Marchetta" - il lemma dovesse assurgere nuovamente a gloria, non lo avrei mai pensato! Eppure è accaduto. Sapete tutti - e se non lo sapete, ve lo dico io - che la sciura Bossi, la moglie del Senatùr, quella che è andata in pensione a 39 anni, ora continua a fare la maestra. Ma non in una scuola comunale o statale: no! In una scuoletta tutta sua - la Scuola Bosina - ovviamente privata.

E se non lo sapete ve lo dico sempre io, per quella scuola privata ha ricevuto dallo Stato - tra il 2009 e il 2010 - 800 mila euro per "ampliamento e ristrutturazione" dal "Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio" (qui il
link delle provvidenze erogate in quell'unica seduta del Senato: fate "cerca" e digitate "Bosina". Ma è esilarante leggere tutti i destinatari dei dané: robe di preti (chiese, chiesette, campanili, parcheggi), pensiline nelle zone rurali (???), riqualificazione di una via del cimitero, realizzazione sala didattica e cantiere per la manutenzione di canoa canottaggio e vela, restauro di un organo, un contributo per la Rassegna Internazionale Arpa Celtica...

Cosa cazzo c'entri "la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio" con una scuola privata non lo so. Ma so che - ai tanti che si sono giustamente incazzati per questa regalìa di Roma Ladrona alla moglie del proprio più acerrimo detrattore - il senatore leghista Fabio Rizzi ha testualmente replicato: "Non è stato un dono dello Stato a Lady Bossi, ma un regalo dei senatori della Lega (coi soldi nostri, 'tacci tua??? ndr) alla nostra scuola. Ce lo permette il famoso "decreto marchette", che si può discutere quanto vogliamo, ma ci ha permesso di avere i finanzimenti che ("di cui" no, eh? troppo ricercato... ndr) avevamo bisogno".

T'è capi', pirlùn? Altrove il "decreto marchette" è chiamato "legge mancia", che non è il nome del relatore, ma significa proprio "mancia, regalo", tipo i 10 centesimi che dài al banchista che ti prepara il caffè al bar. Per non farci mancar niente, ecco l'elenco dei nuovi beneficiati per quest'anno 2011.

Chissà se ora - che abbiamo scoperto essere loro gli utilizzatori finali delle "marchette" - potremo definirli "marchettari": dubbio amletico-linguistico...

sabato 22 ottobre 2011

"Sorry" seems to be
the hardest word

Ho letto - annoiata - molti commenti sulla manifestazione di sabato scorso. Annoiata perché, come càpita a chi legge un poliziesco e alla seconda pagina scopre già il colpevole, non appena in tempo reale sono state fornite le notizie delle infiltrazioni dei cosiddetti black bloc, sapevo esattamente cosa avrei trovato in giro per i blog. Le teorie complottiste non le ho mai digerite. Nel 1964 Richard Hofstadter, nel suo "The Paranoid Style in American Politics", così chiudeva il suo saggio sulla teoria del complottismo, assimilato alla paranoia: "Siamo tutti malati di storia, ma il paranoico (il complottista, ndr) lo è doppiamente, poiché egli è afflitto non solo dal mondo reale, come il resto di noi, ma anche dalle sue fantasie".

Insinuare il dubbio che quei vandali delinquenti - con il vuoto pneumatico nel cranio coperto dal casco integrale - fossero al soldo di La Russa (o di Maroni), è stato vergognoso. E non perché nutra simpatia nei confronti dei due ministri: ma perché nutro più che simpatia per le nostre forze dell'ordine che - nonostante siano male organizzate, sottopagate e indignate pure loro - fanno comunque onestamente il proprio lavoro, e non ce li vedo a beccare una mazzetta per "infiltrarsi" in una manifestazione - nata pacifica - e risoltasi come sappiamo. Anche quando le identità dei fermati, perché riconosciuti, è stata resa nota (
ragazzi di buona famiglia alcuni, tifosi ultras altri e provenienti da ambienti anarco-insurrezionalisti altri ancora), non una parola per rimangiarsi l'errore: "abbiamo sbagliato, non erano celerini infiltrati, ma solo imbecilli violenti".
"Sorry" seems to be the hardest word...


E mi è dispiaciuto anche sentir plaudere ai danneggiamenti contro le vetrine delle banche. Posso avercela con i "banchieri", ma non con i "bancari", che sono gente comune come noi e tengono famiglia pure loro. Allora, la prossima volta che l'odiato Marchionne ne combinerà una delle sue, si organizzerà un'incursione per mettere a ferro e fuoco qualche concessionario Fiat, o qualche officina autorizzata? O magari si andrà direttamente in fabbrica? Così, oltre al fermo in cassa integrazione per mancanza di commesse ce ne sarà un altro per la ricostruzione dei luoghi di lavoro sabotati?


Domani ci sarà la manifestazione dei No TAV, che personalmente non condivido. Spero tanto di sbagliarmi, ma non sono ottimista. Temo ci saranno altri scontri e temo che i b.b. (o chi per loro) riusciranno ad infilarsi anche lì.

Farei una proposta. Senza ricorrere a riedizioni di leggi speciali, basterebbe apportare una piccola modifica ad una legge dello Stato già esistente (533 dell'8 agosto 1977 che ha modificato la precedente del 22 maggio 1975, n. 152).
"È vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l'uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino... Per la contravvenzione di cui al presente articolo è FACOLTATIVO l'arresto in flagranza".

Scriviamo OBBLIGATORIO al posto di
FACOLTATIVO e risolviamo la questione: inviti "il ragazzo di buona famiglia" a togliersi il casco e il fazzoletto che gli copre il volto. Non lo fa? Cazzi suoi. Manette. Così come dice la Legge. Che - mi sembra lo si stia ripetendo da diversi anni - auspichiamo sia uguale per tutti.
Ma anche osservata e rispettata da tutti.



mercoledì 5 ottobre 2011

Wiki, addio...


Senza parole.

Aggiornamento!! h 18:12

Libiamo libiamo nei lieti calici!!
Sì, stasera mi sbronzo...

sabato 24 settembre 2011

La solitudine di segni
d'interpunzione

Così si chiama - tecnicamente - la punteggiatura, altra cara estinta della grammatica italiana, oltre a congiuntivi e condizionali. Mi ricordo un "gioco" che una mia insegnante (scuola media?) ci fece fare perché comprendessimo il valore delle virgole, dei due punti, del punto e virgola e di tutti gli altri oscuri segnetti, per molti purtroppo superflui.
Scrisse sulla lavagna questa frase: "Il maestro ha detto Pierino è un somaro", invitando ciascuno di noi a inserire la corretta punteggiatura.
Molti svilupparono la frase: "Il maestro ha detto: 'Pierino è un somaro'".
Io, Bastian Cuntrari e anarchica da sempre, la scrissi così: "Il maestro - ha detto Pierino - è un somaro".


Penso che molti cosiddetti giornalisti dovrebbero tornare su quei banchi di scuola perché una notizia - riportata in questi termini - avrei dovuta vederla in prima pagina e come apertura in tutti i TG, e non certo relegata in cronaca cittadina: la morte di un sindaco a causa di uno scippo ai danni di un'anziana signora non è mica roba da tutti i giorni!
Povera Italia ... e povera lingua italiana!!


giovedì 22 settembre 2011

Incrociamo le dita!!

Riceviamo ora comunicazione dalla NASA che - da ulteriori algoritmi sviluppati in questi minuti - l'impatto potrebbe verificarsi sulle coordinate 45° 37' 36,85" Nord - 9° 19' 01,62" Est, e cioè più o meno

lunedì 19 settembre 2011

Politici dell'altro mondo:
Mastro Lindo & C.

Non mi piace fare di tutta l'erba un fascio e ritrovarmi in un acritico sistema manicheo per giudicare le persone... ma come cazzo scrivo, stamattina? Che me so' magnata la Treccani? Mah... Insomma: penso ci siano persone oneste ovunque. Una di queste è Bruno Tabacci.
Di lui Maurizio Crozza - che certo non le manda a dire - fece questo "quadretto" nella copertina di Ballarò l'11 febbraio scorso: "....pensate che milioni di persone che per far politica si organizzano su Facebook... è la stessa cosa che fa Tabacci, anche Tabacci si organizza su Internet, ma lo sapete che ogni giorno consulta sempre www. tisane e decotti. com... ma state scherzando, Tabacci, le piace l'idea dell'immunità parlamentare? Cosa se ne fa lei dell'immunità parlamentare? Ma secondo voi, che reato può mai aver commesso Tabacci nella sua vita. Tabacci...che l'unica volta che ha preso una multa era in taxi! Cosa se ne fa Tabacci... che ai suoi genitori, quando era piccolo, diceva che andava con la fidanzata e invece andava a studiare in biblioteca... Tabacci... cosa volete che abbia mai fatto Tabacci... che se dovesse affittare una casa dal Pio Albergo Trivulzio pagherebbe il triplo... Tabacci, che se vede un piccione che non sa dove fare i suoi bisogni si ferma e fa finta di essere una statua... Tabacci... ricordatevi che la prima volta che pagherà una donna sarà perché ha preso una badante... Tabacci è così pio che il suo parroco va' da lui a confessarsi..." (Qui il video).

E poi c'è quella specie di gigante che assomiglia a Mastro Lindo, Guido Crosetto.

Lo chiamano "frondista", ma ha più l'aspetto del guastatore: non so quanto sia alto (2 metri o giu di lì) e pesa 114 chili. Il 16 settembre scorso è intervenuto a Omnibus (qui il video della puntata, tutta, purtroppo). Tra le tante cose di "buon senso" che ha detto - parlando di pensioni, stato sociale e investimenti - quasi in chiusura di trasmissione ha candidamente dichiarato, mentre si discuteva di investimenti: "Ma sapete che la Cina ha in programma, per il 2025, di investire il 25% del proprio PIL nella ricerca sulle staminali? E da noi non facciamo niente." Paola De Micheli (PD), a momenti cadeva dalla sedia!

Ma il primo premio dell'onestà "politica", della coerenza di chi dice di fare per la collettività e lo fa sul serio, va - a mio avviso - al Sindaco Luigi Losa e all'Assessore Adriana Carnazzola di Arluno (MI) che hanno rinunciato al proprio stipendio per poter pagare quello di due insegnanti della scuola materna: altrimenti 30 famiglie e i loro bambini si sarebbero trovati con le pezze al sedere. Non so se i personaggi che ho citato abbiano scheletri nei loro armadi, ma sarei felice se fossero quel che sembrano: persone per bene. Hai visto mai che ci riappacifichiamo con la politica?